Autoportrait

Un lavoro fotografico interessante è composto da belle fotografie?
Verrebbe spontaneo dire si o comunque scatti che sono “buoni” per il momento ripreso, per un particolare stile o che sono particolarmente comunicative.

Eppure Martin Parr con il suo lavoro Autoportrait ci dimostra che non è detto che sia così.
Negli ultimi 30 anni Parr ha celebrato scatti di ritratti ingannevoli e scadenti fatti da diversi studi fotografici incontrati mentre viaggiava in tutto il mondo per incarichi per i media globali.

UNITED ARAB EMIRATES. Dubai. A portrait of Martin Parr. 2009.

Il soggetto è sempre l’autore stesso, nelle pose è molto serio e viene ritratto nelle maniere più improbabili, il risultato di tutto questo è una celebrazione fedele allo stile del fotografo di alcuni dei peggiori ritratti nella cultura popolare, che vanno da elaborati set in studio , fino a immagini manipolate digitalmente con Parr come Mr.Universo, o immagini orrendamente ritoccate nel tentativo di adularlo

Il lavoro è stato pubblicato in un libro fotografico nel 2000, ma poi c’è stata una nuova pubblicazione nel 2015 con nuove immagini, visto che Parr continua a portare avanti la sua opera da circa 30 anni.

Il risultato porta a una riflessione interessante perchè le foto non sono qualitativamente buone, non sono valide a livello estetico e non sono nemmeno fisicamente scattate da Parr.
Eppure nè nasce un libro con Parr come autore e alla fine il risultato è comunque interessante e si inserisce bene nella produzione del fotografo.

Quale è la vera forza di tutto questo? l’idea, l’aver cercato tutti questi scatti, averli messi insieme e presentati in modo coerente.
Concettualmente è qualcosa che si rifà più all’arte contemporanea che alla fotografia nel senso classico.
Dal cesso di Duchamp sono passati 100 anni, ma il concetto è simile, non è la produzione l’opera in se, ma averci visto qualcosa.
Duchamp ha ribaltato l’orinatoio intitolandolo fontana, Parr ha posato per questi scatti che probabilmente sono tranquillamente venduti da questi improbabili autori e li ha raccolti, vedendo che l’insieme di questi scatti mediocri creavano un racconto valido.

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