Basilico il reporter, una storia di gioventù

Esistono autori il cui solo nome rimanda a uno stile, a contenuti precisi che di loro sono caratteristici; capita tutte le branche delle arti, dalla pittura, alla scultura, al cinema, alla fotografia. Gabriele Basilico è stato certamente uno di questi autori: basta il nome ad evocare le sue grandi immagini di architettura, quasi sempre prive di figure umane ma cariche di storie dell’umanità che viveva nei luoghi rappresentati.

C’è stato però un Basilico un po’ diverso, ancora molto giovane, che affrontando il Marocco con un viaggio in auto affiancato dalla sua compagna, nel 1971, decise di vestire i panni del reporter.

E’ un Basilico diverso da quello canonico, molte immagini di questo viaggio raffigurano scene di strada, mercati, ritratti; il tutto però racchiuso dalle architetture tipiche dei luoghi – e qui riconosciamo “la mano” dell’autore! –, spesso sottolineate da una luce forte, quasi violenta a separare nettamente luci e ombre, dando alle forme architettoniche una funzione di cornice e quasi di guida a quello che le foto narrano.

La sensazione è quella di camminare in questi spazi, a volte ampi, altre più angusti, come le grandi piazze dei mercati gremite di folla, oppure i vicoli dove la gente commercia e lavora facendosi spazio a fatica: le architetture qui non narrano completamente la storia del luogo, ma contribuiscono a creare il contesto in cui si svolgono le trame di vita dei luoghi rappresentati; di rimando l’azione che si svolge nelle fotografie, contribuisce a spiegarne il costruito ai contorni, come in un gioco di equilibrio perfetto.

Oltre alle fotografie, in questo volumetto, troviamo anche testi di commento di Giovanna Calvenzi, Michele Smargiassi e Bernard Millet.

Gabriele Basilico, Marocco 1971, Humboldt Books.

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