Gerda Taro è ricordata come la prima fotoreporter donna a morire sul lavoro, al ritorno dal fronte di Brunete (Spagna) nel corso della guerra civile.
Gerda nasce a Stoccarda (Germania) il 1 agosto del 1910 da una famiglia benestante, fin da giovanissima è attiva nei movimenti socialisti e questo la costringe a partire per la Francia quando in Germania inizia a prendere piede il partito nazista.
A Parigi conosce nel settembre del 1934 il fotografo Endre Friedmann, con cui si fidanza e che le insegna ad usare la macchina fotografica.
Insieme inventano lo pseudonimo Robert Capa, la donna era convinta che per avere successo servisse un nome che suonasse vagamente americano,  e crearono un celebre fotografo americano giunto a Parigi per lavorare in Europa, a quanto pare ebbe ragione perchè la scelta funzionò bene per le pubblicazioni che si moltiplicarono, i 2 firmarono alcune foto come Taro-Capa altre solo come Capa. Il nome verrà utilizzato in un secondo momento dal solo Friedmann, ma inizialmente era usato da entrambi.
Il culmine del lavoro di Gerda Taro arriva nel 1936 durante la guerra civile spagnola, è allora che la fotografa inizia ad usare la macchina fotografica Leica e realizza gli scatti più importanti della sua produzione (Addestramento in spiaggia di una miliziana repubblicana, Due bambini sulla barricata, Tre uomini alla finestra dell’hotel Colón) e, proprio da Brunete, porta a termine il reportage più significativo della sua carriera. Gerda muore l’anno seguente a soli 27 anni all’ospedale di Madrid El Geloso, schiacciata da una vettura militare che le si era rovesciata addosso. La scomparsa di Gerda Taro diventa da subito già una notizia: l’allora più nota rivista al mondo Life ne annuncia il decesso come quello della «prima donna fotogiornalista a morire sul campo di battaglia», il corpo è trasportato da Madrid alla Francia per essere tumulato nel cimitero di Père Lachaise.
Friedmann, ad un anno dalla scomparsa, pubblicherà il lavoro di entrambi in una raccolta dal titolo Death in the making, una selezione di immagini scattate insieme, con una dedica: «A Gerda, che trascorse un anno in Spagna. E rimase lì per sempre».