La forza della sperimentazione di Saul Leiter

Saul Leiter è un autore che mi ha sempre affascinato, i suoi scatti vanno oltre il racconto divenendo opere da ammirare di continuo.
I suoi sfocati, i colori particolari, tutto funziona nei suoi lavori che risultano mai banali.

Leiter usava pellicole Kodachrome che furono introdotte sul mercato nel 1935 e furono le prime pellicole a colori accessibili a tutti, vendute in rullini 35 mm bell’e pronti.
Ma quello che lui faceva per ottenere i suoi colori unici era sperimentare, usava rullini scaduti, o alterati dalla temperatura e trattava i chimici di stampa in modo personale.

 “…io sono una persona che ogni tanto usa la macchina fotografica con un tocco di intelligenza, ma non troppa”

Ecco cosa diceva di se stesso, non sentiva di far parte del movimento dei fotografi di strada dell’epoca e lavorava a colori, cosa che in quel periodo era ritenuta adatta solo per lavori commerciali e non per la fotografia “alta”

Leiter lavorò anche nel campo della moda anche se questo tipo di foto sono meno famose e conosciute mantenendo il suo stile tipico, ma nella realtà l’autore ha sempre preferito la strada allo studio.

Leiter è un autore che non ha mai cercato la fama a ogni costo, che ha preferito le vetrine appannate dei bar ai ritratti di personaggi celebri, ma la sua foto ha una poesia e una forza che in pochi altri ho riscontrato.
Una particolarità: quasi tutti gli scatti sono verticali, è una cosa strana per un autore che non scattava per pubblicare su riviste.

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