Sarah Moon: «Time at Work. Questa è la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora, la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro. Per caso ho ritrovato queste immagini in positivo da polaroid che non ho terminato; alcune erano inaspettate, altre solo rovinate, molte sbiadite poco a poco. Le ho raccolte e unite con alcuni lavori recenti».

Questo è l’incipit che accompagna 90 foto, il documentario There is something about Lillian (2001) ed il cortometraggio Contacts (1995). La meravigliosa mostra ospitata da Galleria Sozzani (c/o Corso Como, Milano) rappresenta il sorprendente percorso artistico intrapreso tra il 1995 ed il 2018 da Marielle Hadengue (in arte Sarah Moon). Tale percorso, ci rammenta che la fotografia non è sempre oggettiva ma spesso la chiave di lettura sta negli occhi di chi osserva.

L’inconfondibile stile raffinato ed elegante, la costante ricerca della bellezza, proiettano lo spettatore in un mondo quasi onirico, ove l’effimerità delle immagini esprime lo scorrere del tempo e la volontà di catturalo, magari con il desiderio recondito di addolcirlo. La mostra ha un sottofondo di musica soft che la rende ancora più misteriosa e sognante.

Il percorso si apre con 5 piccole polaroids che ci mostrano una donna nell’atto di toccarsi il collo, come a voler rappresentare il reale contatto “sono qui ora”. Personalmente, queste immagini mi evocano la sensazione di una donna che, svegliatasi da un sogno, necessita del contatto con il proprio fisico al fine di stabilire di essere nel mondo reale.

La potenza emotiva delle immagini , è sempre fortissima e ci conduce in un luogo molto intimo in cui sogni, realtà, desideri, sentimenti ci riportano al passato ricordando, tuttavia, che noi … siamo qui ed ora.

Sarah, nell’esposizione, ci propone un libro NON scritto, potremmo definirlo un “NON libro” … si tratta di un pacchetto di carta bianca avvolto da uno spago, immagine che mi ha ricordato il neologismo del “non compleanno” , coniato dal noto scrittore Lewis Carroll nella favola Alice nel paese delle meraviglie.

Sopra al libro troviamo :

  1. il video di Ou va le blanc (2013), accostato a due versi di C. Baudelare:  “Ricorda che il Tempo è un giocatore avido, che vince senza ingannare” (L’orologio, dai Fiori del male)
  2. una frase di Sarah Moon

“questa è la storia di un libro che non voglio pubblicare. Questa è la storia del tempo che passa e cancella. Qui ed ora, è nel bianco di queste immagini che svaniscono, è in questi istanti illuminati che voglio perdermi e mescolare tutto, giorni, mesi, anni … quando il tempo si ferma per meno di un secondo. Qui e ora . la storia che sto raccontando non è totalmente mia, è quella di queste fotografie prima che scompaiano, è la storia del tempo a lavoro. Qui e ora, trovo per caso queste polaroid positive che non ho fissato, alcune sono diventate gialle o rosse, altre sono rovinate, molto sbiadite a poco a poco … Le raccolgo qui mentre sono ancora li. “

Ho la consapevolezza di consigliarvi con un po’ di ritardo di vedere questa mostra, in quanto terminerà il 06 gennaio 2019 , tuttavia, credetemi è un peccato lasciarsela sfuggire.

Stefania Casella