La fotografia è un linguaggio visivo che si compone di 3 ambiti diversi: contesti, forme e contenuti. Tre voci che convergono tra loro e non possono essere analizzate separatamente, laddove una voce viene ridotta, infatti, le altre aumentano di importanza.

La capacità di gestire la luce e la scelta degli strumenti da utilizzare può fare la differenza, ma costituisce un fine e non necessariamente un mezzo della comprensione visiva. 

Un tema non va necessariamente scelto, ma va compreso per poter esprimere in modo convincente un messaggio preciso. E bisogna anche definire la dimensione sociale, cioè il livello interpretativo che permette ad alcuni elementi dell’immagine di prevalere, mentre altri addirittura vengono neutralizzati.

Quando è difficile catturare il senso di un’immagine, si possono quindi osservare i temi, quei riferimenti volontari ed impliciti dell’autore. 

I fattori tematici dell’immagine si possono sintetizzare in:

  • Luogo – presenza
  • Azione – classificazione
  • Forma – procedimento
  • Identità – relazione 
  • Durata – istante
  • Perturbante – sovversione

Il luogo si associa principalmente, ma non obbligatoriamente, al paesaggio, urbano, extra-urbano o naturale, come nell’opera di Stephen Shore U.S. 10 post falls, Idaho, dove l’occhio si sposta sui confini dell’urbanizzazione e dell’immaginario industriale.

Mentre la presenza espone una constatazione, suggerita spesso dall’autore, come un’immagina realizzata in soggettiva con forte coinvolgimento emotivo. Un esempio: Josef Koudelka che “ferma” il tempo poco prima dell’occupazione russa a Praga.

Il tema dell’azione si riferisce ai reportage ma anche alla fotografia in posa, dove l’azione ha prevalenza sulla forma. Evidente in uno scatto di Larry Clark, che riprende una donna picchiata tra le mura domestiche.


La classificazione riguarda l’etica o la scienza, la morale o l’oggettivizzazione. E’ palese nella fotografia still-life ma anche nel ritratto dove può assumere una connotazione asettica, come nel lavoro di August Sander, un catalogo delle tipologie del popolo tedesco.

Il tema della forma regala un’importanza maggiore alle variabili di processo ed edizione, l’immagine colpisce nella sua complessità ed accuratezza, da un punto di vista anche puramente estetico.

Robert Mapplethorpe in Nudo maschile ritrae in modo formale e “scultoreo” una sezione del corpo maschile, che non siamo abituati a vedere in fotografia.

Il procedimento espone la variabile dell’elaborazione. Si parla quindi di fotografia astratta, concettuale o metalinguistica, come in Omaggio all’Ariosto di Franco Vaccari, che scatta polaroid dei luoghi che attraversa, le incolla su cartoline degli stessi luoghi e le invia per posta.

Il tema identità sposta tutta l’attenzione sulla storia e la provenienza del soggetto ripreso, più che l’occhio dell’autore. Rientrano in questo ambito il ritratto e l’autoritratto, per esempio il progetto di Cindy Sherman che realizza fotogrammi fittizi tratti da film inesistenti degli anni ’50.

La relazione infine pone l’accento sui rapporti che intercorrono tra i protagonisti della fotografia, un tema facilmente osservabile nel lavoro di Nan Goldin, Portfolio di Cookie Mueller. 

Il tema durata riguarda la possibilità di restituire il tempo, seguendo il suo passare. È il caso delle lunghe esposizioni e delle fotosequenze, come nel collage realizzato da David Hockney, Nathan swimming.

Mentre l’istante riguarda ovviamente l’opportunità di fermare un attimo, estremamente carico di significato, che può essere così memorizzato in modo unico. Un esempio tragicamente esplicito è Esecuzione sommaria di un Vietcong di Eddie Adams.

Il fattore perturbante si esprime quando una situazione familiare, caratterizzata da una connotazione conosciuta ed oggettiva, viene rappresentata in modo sorprendente o minaccioso. E’ il caso del surrealismo e del lavoro di Bill Brandt che trasforma un elemento naturale in qualcosa di paradossale attraverso le proporzioni e la posizione dei soggetti.

Il tema sovversione stravolge l’immagine, con l’inserimento di elementi opposti al contesto utilizzato. Riguarda i reportage shock ma anche la fotografia staged. Come nel caso di Joel-Peter Witkin che utilizza come vaso da fiori il cranio di un uomo. 

In conclusione i fattori tematici rappresentano dei percorsi per “leggere” l’immagine fotografica. Da qui nasce la necessità, per chi si affaccia a questo mondo, di sperimentare il più possibile, per sviluppare una propria capacità d’osservazione. 

In seguito ad esperimenti, prove, fallimenti, tentativi che possono sembrare inizialmente ridicoli, col tempo il nostro occhio si spingerà in modo istintivo verso una tematica specifica, perché ha colto un significato ulteriore di un determinato stile e, dopo aver assorbito la conoscenza del contesto in cui opera e dei temi a disposizione, riesce a restituire una rappresentazione fotografica efficace.