Pornografia emotiva

Per una volta non metto foto in un articolo.
Spesso il fotografo amatore cade nella trappola e si fa prendere la mano.
Scatta la foto al povero mendicante, al debole, quello che rende bene con la foto in bianco e nero ben contrastata.

Si punta all’emotività, alla compassione, ma nella realtà quelle foto non aiutano, non documentano, servono solo per avere facili Like sui social.

E in questo periodo?

Complici alcune norme poco chiare qualcuno inneggiando alla libertà di espressione e di poter passeggiare dandosi alla così detta documentazione della situazione odierna.

Ma sono necessarie le foto alle città vuote fatte dall’amatore di turno?
O sono come la foto del barbone?

Nella realtà bastano le foto delle agenzie e dei reporter che già sono tante.
Non esiste un bisogno assoluto di documentazione, non c’è un cambiamento strutturale importante dovuto a un cataclisma, a una demolizione o all’abbandono di un luogo da parte degli abitanti.

Siamo in pausa, reclusi, uscire a scattare le città deserte oltre a essere poco utile perchè non aggiunge nulla a quello che stiamo vivendo è una presa in giro a chi se nè sta chiuso nella propria abitazione

La scena ora è a casa!

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