Shadi Ghadirian (Teheran, 1974) si è imposta come artista di rilievo internazionale grazie al suo lavoro in cui le donne sono sempre protagoniste.

In questi giorni dove è impossibile non parlare di Afganistan e di quello che può succedere alle donne sotto il regime talebano sui social sta spopolando un suo lavoro molto significativo:

Ma il suo lavoro sulla condizione femminili continua da anni, la sua prima opera risale a quando per approfondire studio e conoscenze, aveva trovato impiego in qualità di archivista presso il Museo Nazionale della Fotografia e nel mentre trasformava in stampe antichi negativi in vetro, s’imbatté nell’ampia collezione di ricordi appartenuta a Naser al-Din Shah Qajar (1831-1896), esponente della dinastia, regnante in Persia dal 1785 al 1925.
Si accorse che le foto delle delle 88 consorti e delle decine di concubine erano di donne molto più emancipate di quanto si potesse immaginare.
Riprodusse quegli scatti ricreando uno stile storico ma con elementi moderni e che nella tradizione non sono adatti alle donne.

Fra i suoi lavori molto interessante è Like Everyday lavoro incentrato sulla visione stereotipata della donna come regina/serva della casa.
Per farlo Shadi Ghadirian ha utilizzato regali che le sono stati fatti quando si sposò.

In molte occasioni ha sfidato la censura del suo paese e ha messo in evidenza situazioni relegate a una mentalità retrograda e assolutamente maschilista.
Le sue opere sono conservate in moli musei ed è considerata un’importante artista contemporanea.