YouTube e i tutorial che non bastano Mai

In questi giorni mi trovo alle prese con la preparazione di una nuova edizione del corso base di postproduzione e Lightroom Riflex. Come sempre abbiamo iniziato a comunicare online le date dell’evento e, l’altro giorno, un commento alla condivisione fatta da una amica mi ha “acceso la lampadina” per il tema dell’articolo di oggi.

In massima sintesi il commento era questo: “perchè frequentare un corso a pagamento (per quanto la cifra sia estremamente ragionevole) quando puoi seguire un tutorial su YouTube

In effetti è una domanda interessante e nemmeno troppo banale, che mi presta l’occasione per parlare di strumenti didattici.
Perchè, diciamocelo, i vari tutorial che popolano YouTube sono in realtà un fantastico strumento didattico. Sempre accessibili (potete consultarli a qualunque ora del giorno), diversificati (gli argomenti trattati sono i più disparati), GRATIS! (sei lettere e una magia, che di questi tempi è sempre più forte).

In teoria sono eccezionali, quindi, che spazio c’è per corsi organizzati quando tutto ci può essere fornito gratuitamente aprendo il grande rubinetto del web?

Iniziamo col dire che, nonostante trovi questi piccoli momenti di web interessanti, utili, divertenti (e sicuramente ne preparerò di nuovi a breve… hey vi sento che dite tu quoque!!!), non posso non rendermi conto che soffrono di un limite strutturale (di non poco conto) che è quasi sempre invisibile proprio al loro pubblico di riferimento.

Il tipo di conoscenza che offrono è estremamente frammentata, in molti casi presuppongono competenze nell’utenza/pubblico che la stessa utenza non sa valutare. Oppure, come spesso accade, quest’ultima tende a sopravvalutare le proprie conoscenze/abilità e costruisce su basi lacunose.

Nel caso di Fotografia, Digital Imaging e Fotoritocco, fa bene ricordarlo, parliamo di temi in cui il delta di difficoltà può schizzare alle stelle più velocemente di un razzo di Elon Musk (e senza una Tesla come payload).

Riuscire ad organizzare il flusso di informazioni verso il pubblico è il lavoro sporco di chi prepara un corso ed è ciò che rende acquisibile un argomento attraverso l’apprendimento (introiezione, comprensione, adattamento e, quindi, capacità di applicazione a contesti anche differenti da quelli di acquisizione).

Un corso è di fatto una raccolta di diversi strumenti didattici, non un singolo strumento.

Nella mia esperienza, vissuta nel corso degli anni con molti studenti “armati” di tutorial, è la replica diretta, la “copia tale e quale” di quanto appreso che resta.
Tutto molto meccanico, tutto molto limitato e spesso (almeno nella mia visione) noioso.

E qui si innesta il secondo limite di usare solo i tutorial come strumento didattico per un determinato tema… Ovvero, cosa accade quando ci dobbiamo misurare con la pratica di una disciplina?

Facciamo un esempio non fotografico: pensiamo ad un corso di nuoto.
Probabilmente ci sono sul web centinaia di video dedicati all’argomento, di ottima qualità e curati nei minimi dettagli.

Sono piuttosto sicuro che chiunque, sprovvisto delle competenze minime (diciamo galleggiare in qualche modo) si cimenterà mai in una allegra nuotata in mare aperto.
Poco importa il numero di tutorial visti. Più probabilmente cercherà qualcuno in grado di predisporre per lui un percorso di apprendimento adeguato a trasferire in pratica una serie di nozioni teoriche.

Ovviamente Fotografia e Fotoritocco non sono come il nuoto, infatti, nel nuoto almeno avete il “principio di archimede” che vi tiene a galla.

Fotografia e Fotoritocco, se praticati seriamente, sono esercizi di problem solving nei quali identificare una strategia e strumenti di intervento è estremamente importante.

Quindi una predisposizione pratica (e pragmatica se preferite) è utile, ma deriva solo dal distillare competenze ed esperienze. Far questo da soli è un’impresa lunga e molto difficile (richiede anni di esperienza), farlo attraverso dei tutorial è più veloce ma, solo se c’è una “base” su cui lavorare, senza la quale il risultato può essere disorganico e inefficiente.

I tutorial sono degli strumenti splendidi che apprezzo infinitamente, ma per essere efficaci (ed efficienti) al 100% vanno contestualizzati con informazioni selezionate ed organizzate in una sequenza digeribile.
Per questo è utile avere la guida di chi ha una formazione specifica in materia o una lunga esperienza nel settore.

Ci sono altri punti tecnico/didattico/comunicazionali che potrei portare a supporto della mia tesi (relazione e referenza con istruttori, feedback e controllo dei progressi, valutazione diretta delle capacità del corsista, ecc.) ma penso di essere già andato un po’ “troppo lungo” con questo articolo.

Se volete seriamente apprendere un argomento (postproduzione?) fatevelo un corso, sceglietelo con cura rispetto alle vostre capacità/conoscenze in materia (in fotografia, se non sapete come valutarle, potreste chiedere aiuto ad un gruppo come il Riflex) e confrontatele con gli obiettivi didattici che vi vengono offerti.

In conclusione mi diverte ricordare che, come oggi qualcuno dice che tutto si possa imparare dai tutorial, non più tardi di una dozzina d’anni fa c’era chi diceva che tutto si potesse apprendere sui forum.
Ancora oggi leggere alcuni post pseudo-tecnici (opinioni incredibili e dove trovarle) nei forum di fotografia è il mio passatempo preferito… ovviamente per le perle di comicità involontaria che spesso appaiono.

Alex Mai
Consulente di comunicazione in ambito multimedia e web da vent’anni.
Trainer ed istruttore per numerosi software, ex certificatore Adobe;
da 25 anni in una relazione aperta con Photoshop; l’unico mancino, canoista del suo quartiere ad essere sopravvissuto ad un corso di fotografia computazionale del GeorgiaTech

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